venerdì 29 gennaio 2010

Cyworld - Il censimento dei social network

Cyworld è un social network Korean che permetter agli utenti di costruire una casa. Gli utenti del sito possono disegnare le proprie case virtuali, è data loro la possibilità di aggiungere foto, storie, racconti, manufatti, e documenti. E' un sito molto interessante che permette alle persone di essere creative e mettere a nudo le proprie qualità e condividerle con gli altri.

Glossario A

Abitanti Equivalenti (AE) 
Rappresentano l'unità di misura con cui è convenzionalmente espresso il carico inquinante organico
biodegradabile in arrivo all'impianto di depurazione, secondo l'equivalenza: 1 abitante equivalente = 60
grammi/giorno di BOD.
Gli abitanti equivalenti totali si suddividono in :
- abitanti equivalenti residenti - gli abitanti che hanno la dimora abituale nel territorio servito
dall’impianto di depurazione;
- abitanti equivalenti fluttuanti - gli abitanti che, pur non essendo residenti, sono presenti
occasionalmente sul territorio servito dall’impianto di depurazione;
- abitanti equivalenti industriali: il numero di abitanti equivalenti industriali può essere calcolato
considerando il carico inquinante sversato in fognatura esclusivamente da acque reflue industriali.
Abitanti equivalenti (AE) di progetto 

giovedì 28 gennaio 2010

klikot - il censimento dei social network

Questo articolo non vuole essere solo un elenco di social network, ma ne vuole analizzare le caratteristiche di ognuno. Per fare ciò, una cosa molto semplice da fare consiste nell'iscrizione al sito e alla navigazione giornaliera. Inoltre bisogna vedere cosa ne pensano gli altri utenti che si trovano all'interno della rete.

Un primo social network che andiamo ad analizzare è Klikot.
A primo impatto possiamo dire che Klikot è una copia esatta di Facebook. Però si notano subito gli annunci di google presenti nelle pagine interne. Infatti Klikot permette agli utenti iscritti di GUADAGNARE SOLDI semplicemente facendo le stesse operazioni che è possibile fare sul più conosciuto facebook.
Di seguito vi posto il link di iscrizione a klikot.com.

Il compito dei comuni

I comuni svolgono un ruolo fondamentale per la riuscita del prossimo censimento. Infatti a loro è affidata una serie di compiti, e di date da rispettare per determinare il buon esito del censimento.
La prima tappa fondamentale è datata marzo 2010:

Progetto GeoCiv: i comuni hanno il compito di creare un archivio di numeri civici georeferenziati.

Gennaio 2011: Preparazioni di Liste Anagrafiche Comunali (RNC) e di Liste Aggiuntive (ICI - RSU - gas ...)

Tutte queste informazioni, devono poi essere spedite tramite posta ordinaria.
Vediamo in dettaglio come deve essere composto un indirizzo:

Specie: via, piazza, calle, largo, traversa, contrada, masi, contrada..
Denominazione: Torri, Rossigni, Campotenese, Repubblica...
Numero civico esterno: eventuale lettera
N. civico interno
Scala
Piano

Succede in Gran Bretagna - censimento impiccione nel 2011


(ANSA) - LONDRA, 26 OTT - In Gran Bretagna sta per sbarcare il censimento modello Grande Fratello, che ha subito suscitato polemiche, soprattutto tra i Conservatori. Nel 2011, infatti, ai sudditi di sua Maesta' si chiedera', tra l'altro, di rivelare sesso, eta' e razza di chi si e' fermato a dormire in quella casa la notte precedente alla consegna del questionario. E chi non risponde rischia una multa di mille sterline.I laburisti sono accusati di violare la privacy, con richieste assurde.

mercoledì 27 gennaio 2010

Censimento 2011, il progetto pilota dell'Istat

 Sono 31 i Comuni attualmente coinvolti nel progetto pilota dell'Istat, avviato per sperimentare i metodi di raccolta dati che verranno impiegati nel censimento della popolazione nel 2011

In vista del quindicesimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni, in programma l'anno prossimo, l'Istat (Istituto nazionale di statistica) ha avviato un progetto pilota per testare, in termini di redemption, l'efficienza dei mezzi di raccolta dei dati.
Segretaria24

In realtà l’istituto ha iniziato a lavorare con ben cinque anni di anticipo, effettuando, innanzi tutto, un’approfondita verifica delle criticità emerse nel 2001 (il censimento avviene ogni 10 anni), sulla base delle quali è stato possibile elaborare un progetto che avesse ben chiari gli obiettivi strategici: coerenza tra i dati anagrafici di struttura, meno fastidio per le famiglie e più tempestività nella diffusione dei risultati.

Punti fermi sulla base dei quali l’Istat ha formulato il progetto del prossimo censimento, che vede già coinvolti 31 Comuni italiani in una rilevazione pilota, cominciata ad ottobre del 2009 e che si concluderà a febbraio di quest'anno.

Il progetto servirà, a livello nazionale, a testare sul campo le innovazioni metodologiche e le tecniche messe a punto dall'Istat per migliorare le complesse operazioni del censimento e per affrontare il prossimo in modo più funzionale. Inoltre, tale attività si tradurrà in una migliore erogazione di servizi, in una migliore organizzazione interna e in una politica fiscale che prevede trasferimenti mirati di risorse dal governo centrale.

Tra i canali di restituzione, il tasso di compilazione e trasmissione dei questionari tramite Internet predisposto dall'Istat è risultato, leggendo i dati finora disponibili, ancora molto basso. Questo riscontro costituirà prevedibilmente un elemento da rivalutare da parte dell'Istat che, nella fase progettuale dell'indagine, lo aveva individuato come canale privilegiato, ritenendolo il mezzo più sicuro, comodo, rapido e meno costoso.

La consegna al rilevatore, che ha costituito il tradizionale e unico metodo di raccolta dei questionari nei precedenti censimenti, nel 2011 potrebbe, tristemente, avere ancora un ruolo importante.

fonte: pubblicaamministrazione.net

Censimento 2011: coppie gay a rischio scomparsa


In Autunno partirà il decennale appuntamento dell'Istat col censimento generale della popolazione italiana. Un'occasione unica per contare quante coppie gay ci sono nel nostro paese. Ecco perché.

Gay.it - Censimento 2011: coppie gay a rischio scomparsaTra qualche mese l'Istat, l'istituto nazionale di statistica che ha il ruolo di rilevare i fenomeni sociali del paese, inzierà le operazioni per il decennale censimento della popolazione italiana. Operativo dall'autunno del 2010, i questionari sono però già in fase di analisi da parte dei ricercatori dell'istituto per decidere quali domande sottoporre ai cittadini. L'occasione per conoscere davvero quante coppie gay ci sono in Italia è unica. Come ci spiega l'economista Carlo D'Ippoliti, ricercatore della Facoltà di Statistica all'Università La Sapienza di Roma.

D'Ippoliti, è uscito con un articolo sul sito economico "La Voce" intitolato I gay che non contano dove spiega l'importanza del censimento 2011 per le coppie gay italiane. La può spiegare anche a noi in termini meno tecnici?
In quell'articolo parto da una considerazione molto semplice: nel censimento del 2001, tutte le risposte date da persone dello stesso sesso che dichiaravano di essere conviventi vennero modificate, per dirla in modo banale, trasformandole in persone senza relazioni di parentela, cioè senza alcun vincolo affettivo. Invece è importante rilevare il dato delle coppie gay e lesbiche conviventi perché gli economisti possano fare ricerca e anche per smascherare luoghi comuni che generano politiche discriminatorie.

Mi può fare un esempio?
Ad esempio, sapere quante coppie gay ci sono in una data città è utile a quel comune per farle accedere alle graduatorie dell'edilizia pubblica o per politiche di assistenza sociale.

C'è un'emergenza sociale delle coppie gay rispetto all'edilizia pubblica?
Non si può dire finché non ci sono dei dati, appunto.  Sapere quante coppie gay ci sono, in sostanza, non è un vezzo intellettuale o una ricerca inutile. Serve per conoscere un fenomeno sociale su cui non ci sono mai stati dati certi, e il censimento 2011 è un'occasione che si ripeterà solo tra altri dieci anni.

Gay.it - Censimento 2011: coppie gay a rischio scomparsaQuando si svolgerà il censimento?
Informalmente si può dire che le decisioni sul questionario saranno prese entro febbraio, marzo. Ci vorranno poi dei mesi per la macchina organizzativa: reclutare e formare gli operatori, distribuire i questionari ai comuni ecc. La fase vera e propria di compilazione dei questionari avverrà nell'autunno del 2010 mentre i dati non arriveranno prima del 2011 inoltrato se non addirittura nel 2012.

L'Europa dà qualche indicazione?
Sì, esiste un regolamento del Parlamento Europeo del luglio 2008 che specifica le domande di base che devono essere presenti e al tempo stesso lascia ampia libertà agli Stati di decidere cosa includere e cosa omettere. Fra le informazioni minime, ad esempio, c'è il riferimento al sesso mentre manca qualsiasi riferimento al genere. Questo comporta che ogni Stato censirà a modo proprio le persone transessuali.

Dichiarare di essere convivente di una persona dello stesso sesso viola il diritto alla privacy. Come si supera questo limite?
La legge italiana sulla privacy vieta di raccogliere dati sull'orientamento sessuale. Ma se due persone dello stesso sesso dichiarano di essere convivienti per motivi affettivi è come se dicessero di essere gay o lesbiche. Per questo serve un'autorizzazione specifica da parte del Garante per la privacy e del soggetto che compila il questionario. Altrimenti si creerebbe il paradosso per cui l'Istat o evita di chiedere a chiunque se convive oppure lo chiede solo agli eterosessuali, un assurdità.

Gay.it - Censimento 2011: coppie gay a rischio scomparsaQuindi non verranno censiti tutti i gay e le lesbiche italiani?
No. Non è una raccolta sull'universo lgbt ma una prima informazione, quella sul numero di coppie lgbt conviventi. Il censimento non risolve tutti i mali, e infatti è importante che ci siano anche altri progetti mirati. Di recente, ad esempio, si è concluso un concorso per tre ricercatori che portino avanti un'"Indagine sulle discriminazioni per genere, orientamento sessuale, origine etnica" su condizioni e qualità della vita di gay e lesbiche.

Non pensa che se fossero in pochi a dichiarare di essere conviventi il risultato potrebbe essere falsato?
Come ricercatore non posso avere una speranza a priori sui risultati dell'analisi. Lo spirito dell'inizaitiva è quella di conoscere per capire. Se si scoprisse che emergenza non c'è non potrei che essene felice. Sempre meglio dei pregiudizi alimentati dalla mancanza di informazioni.

fonte: gay.it

martedì 26 gennaio 2010

Italiani sempre più coltivatori per hobby

ROMA - Italiani agricoltori per hobby, ma in grado di produrre, in quanto proprietari di terreni mediamente di un ettaro, tanto olio e vino da etichettarlo e donarlo ad amici e parenti. Con un numero crescente di persone che decidono di spostarsi in campagna, dedicandosi anche ad attività tipiche di questi spazi rurali, l'agricoltura in primis. E' quanto emerge dal primo rapporto Nomisma sugli hobby farmer in Italia, basato su 4mila interviste, che sarà presentato alla Fieragricola di Verona il 5 febbraio, in collaborazione con il periodico 'Vita in campagna'. La compagine degli hobby farmer è molto variegata: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati. Ai contadini per hobby non interessa ottenere reddito dal terreno; sono accomunati dalla passione di coltivare e praticare l'attività agricola, al fine di ottenere prodotti per l'autoconsumo familiare (61,9%), ma anche per stare all'aria aperta (61,0%) e avere la possibilità di risparmiare (24,9%).

Le dimensioni medie dei terreni coltivati non sono marginali: si aggirano su circa 1,3 ettari, spesso comprendenti anche parti a bosco. L'agricoltore 'amatoriale', nell'identikit fornito dalla ricerca, si caratterizza per il possesso di un terreno agricolo coltivato nel tempo libero (39,4% ha ereditato l'appezzamento; 36% lo ha acquistato, mentre solo il 3,4% sono i casi di affidamento in gestione e l'1,4% le locazioni). Si distinguono dall'agricoltore 'non professionale' che, pur dedicando meno del 50% del suo tempo, viene periodicamente monitorato dall'Istat; e in Italia ben il 70% dei conduttori agricoli svolge l'attività agricola in maniera part-time. Questo interesse per le attività agricole da parte di non addetti ai lavori è riconosciuto in ambito internazionale come "tendenza in crescita"; a livello italiano, sottolineano i ricercatori, rappresenta "una realtà consolidata", ma mai quantificata perché sfugge alla rilevazione censuaria. Sta poi oggi assumendo particolare rilevanza, con la crisi economica che porta molti a riscoprire le bontà e la convenienza dei prodotti del proprio orto e frutteto. Le coltivazioni più praticate riguardano ortaggi, frutta, vite e olivo. Molto spesso (72%) sono accompagnate da processi di trasformazione (confetture e marmellate, conserve, vino, olio, miele, formaggio) - ovviamente su piccola scala - e in qualche caso anche da piccoli allevamenti. Da un confronto con i censimenti agricoli nel 1990 e nel 2000, continua l'analisi Nomisma, si evidenzia un calo di 1,8 milioni di ettari contestualmente ad una diminuzione di circa 430mila aziende.

"Non è pensabile - affermano i ricercatori - che questi milioni di ettari siano stati tutti destinati alla cementificazione. La superficie agricola non più rilevata dal Censimento Istat non è scomparsa: ha invece cambiato possessore, passando da un agricoltore ad un altro soggetto 'estraneo' al settore primario che si muove secondo logiche rivolte soprattutto al mantenimento ambientale e paesaggistico (69,8%). Con benefici sottostimati - alla luce della mancanza di rilevazioni statistiche - che però permettono, assieme al contributo preponderante dell'attività propriamente agricola, una conservazione degli spazi rurali (19,1%) e della biodiversità (36,5%) i cui vantaggi finiscono con il ricadere su tutti noi".

fonte: ansa..it

Vaestorekisterikeskus - Gli istituti di statistica in Europa - Finlandia

Population Register Centre

Il Centro anagrafico produce servizi di dati personali e la costruzione della più alta qualità, così come soluzioni di identificazione per i servizi online per soddisfare le diverse esigenze della società. Il Centro sviluppa e gestisce il sistema di informazione sulla popolazione, i servizi di certificazione e del settore pubblico Contact Directory, e fornisce assistenza per l'organizzazione di elezioni.

Il Centro anagrafico mira ad essere un affidabile Centro Servizi per la società dell'informazione e di sviluppare la propria attività per soddisfare al meglio le esigenze dei suoi clienti - la pubblica amministrazione, il settore privato ed i cittadini allo stesso modo.
Il Centro anagrafico è stato fondata nel 1969 ed opera nell'ambito del Ministero delle Finanze. Gli uffici sono situati in sornainen, Helsinki, a Tynnyrintekijänkatu 1 e in Kokkola, a Rantakatu 16. Il Centro impiega circa 120 persone.

link: vaestorekisterikeskus.fi

mercoledì 20 gennaio 2010

The Word “Negro” - 2010Census

The Word “Negro” - 2010Census

Un vecchio articolo del 2007 parlava del mondo di internet

"Censimento online: la Rete è sovraffollata, entro il 2010 domini in crisi"


Anche il Web soffre la crisi degli alloggi. E' lo studio della University of Southern California a rilanciare il problema dell'assegnazione dei domini online: attualmente esistono 2,8 miliardi di domini attivi, individuati grazie al primo censimento mai realizzato online, e si prevede che entro il 2010 la Rete comincerà a soffrire problemi di sovraffollamento.

Gli indirizzi disponibili nell'attuale architettura della Rete non sono infiniti: ne sono stati calcolati oltre quattro miliardi e, come dicevamo, solo un miliardo e duecentomila sono ancora liberi. Per espandersi la Rete dovrà evolversi e i metodi per farlo sono ancora allo studio degli esperti.

Ecco la mappa del Web realizzata dall'ISI (Information Science Institute) della University of Southern California; nella seconda parte del post i dettagli della ricerca coordinata da John Heidemann, il primo censimento online realizzato negli ultmi 20 anni. Un esperimento simile risale al 1982, quando Internet contava solo 351 indirizzi occupati.

Lo scopo della ricerca era appunto mappare il Web per indagarne le possibilità di espansione e studiare le modalità di diffusione di virus e attacchi informatici. Il risultato è la mappa che vedete qui sopra, realizzata grazie a quasi 3 miliardi di ping effettuati in 62 giorni.

Il team dell'ISI ha inviato un ping a singolo indirizzo del Web, ossia ha studiato quanto tempo impiega un pacchetto di informazioni per raggiungere ogni località di Internet e ne ha analizzato la risposta. Da miliardi di questi soggetti sono stati ricevuti feedback positivi, il 61% dei ping non ha avuto risposta e un'alta percentuale è risultata "occupata" presumibilmente a causa di firewall che hanno bloccato il ping.

A partire da questi dati è stata stesa la mappa di cui sopra e di conseguenza è stata realizzata la proiezione secondo la quale nel 2010 il Web comincerà ad essere davvero troppo piccolo per rispondere alle richieste dei nuovi indigeni digitali. Torna attuale la necessità di passare a un nuovo protocollo, l'IPv6, ossia la sesta generazione dell'Internet Protocol, che potrà gestire un maggior numero di indirizzi rispetto alle precedenti, stimato per 3,4 × 10 alla 38 indirizzi, e riunifcherà alcuni protocolli prima gestiti separatamente.

Un passo avanti atteso da tempo sul Web che, sembra strano dirlo, non è infinito.
Qui trovate i risultati della ricerca pubblicati (online ovviamente) dall'ISI che ha realizzato la mappa del Web da questo schema molto (poco) 2.0.

fonte: http://hightech.blogosfere.it

Albania, commissione per il censimento




Una commissione di 12 ministri sarà stabilita per coordinare il prossimo censimento in Albania, ha annunciato il Ministro di Stato Genc Pollo, ripreso da Balkan Times.

Il censimento, ha spiegato il ministro, registrerà anche la composizione etnica e religiosa, nello sforzo di far cessare i frequenti disaccordi sulle cifre relative. Esperti e studiosi hanno criticato questo aspetto del censimento, affermando che permetterebbe a molti albanesi di abbracciare la cittadinanza greca e beneficiare delle pensioni più alte che la Grecia paga per le proprie minoranze.

Atene afferma che ci sono circa 150.000 greci che vivono in Albania, mentre le autorità albanesi affermano che il numero reale è di 30.000.

fonte: www.portalino.it

Archivi comunali di numeri civici geocodificati alle sezioni di censimento


Il progetto GeoCiv ha come obiettivo la raccolta, il trattamento e la condivisione di informazioni e dati per la realizzazione, in formato elettronico, di un archivio geocodificato di numeri civici di massima qualità e copertura. La geocodifica è ottenuta mediante l’associazione del codice della sezione di censimento in cui esso ricade, avendo come riferimento le basi territoriali aggiornate in vista dei censimenti del 2010-2011.
Il progetto si inquadra in quanto è previsto dal vigente regolamento anagrafico (D.P.R. 30 Maggio 1989, n.223) che, all’art. 45, stabilisce che “In ciascun comune l’ufficio preposto agli adempimenti ecografici cura la compilazione e l’aggiornamento dello stradario secondo le indicazioni fornite dall’Istat”. Inoltre l’art. 47 riporta che “Nel quadro dei lavori preparatori ai censimenti generali della popolazione, i comuni devono provvedere alla revisione dell'onomastica delle aree di circolazione e della numerazione civica, al fine di adeguarle alla situazione di fatto esistente, avendo particolare riguardo ai cambiamenti di denominazione, all'apertura di nuove strade, a nuove costruzioni, ampliamenti, demolizioni, ecc.”
Lo sviluppo del progetto è articolato in due fasi. Una prima fase, denominata Fase A, ha come obiettivo il reperimento da parte dell’Istat degli stradari elettronici e cartacei di ciascun Comune. La seconda fase, denominata Fase B, riguarderà l’elaborazione degli archivi disponibili e la misurazione della qualità dei risultati prodotti dal confronto dello stradario comunale con gli altri archivi.
Le attività da svolgere della Fase A sono:
acquisizione dai comuni degli stradari di numeri civici in formato elettronico tramite web;
acquisizione dai comuni degli stradari di numeri civici in formato cartaceo tramite plico postale.
Le attività da svolgere della Fase B sono:
registrazione in formato elettronico degli stradari comunali nei casi in cui siano disponibili esclusivamente o parzialmente in formato cartaceo;
normalizzazione della onomastica stradale dello stradario e analisi della qualità degli scarti;
verifica insieme ai comuni interessati della completezza e dell’aggiornamento degli archivi comunali dei numeri civici, attraverso la produzione di liste di raccordo ottenute dal confronto con l’archivio di Poste Italiane. Tali liste saranno rese disponibili ai comuni per eventuali controlli di qualità a livello locale;
geocodifica dei numeri civici alle sezioni di censimento delle nuove basi territoriali.

Tempi del progetto
La prima fase del progetto dovrà essere completata entro la metà del mese di luglio 2009, mentre la seconda entro l’anno 2010.

Quali comuni sono interessati
Tutti i comuni capoluogo;
I comuni, non capoluogo, con una popolazione residente al 1 gennaio 2008 uguale o superiore a 20 mila abitanti.

Cosa devono fare i comuni
Gli uffici comunali interessati forniscono i dati e svolgono operazioni di verifica, integrazione e modifica secondo le istruzioni presenti sul sito web.

Cosa ricevono i comuni
I comuni, attraverso il portale GeoCiv, avranno accesso, in modo condiviso, a tutte le funzionalità di interrogazione, visualizzazione e download dei dati in formati di scambio.

fonte: indata.istat.it/geociv

venerdì 15 gennaio 2010

Tagli alla ricerca, ISTAT: a rischio lo svolgimento del censimento della popolazione

Nel quadro dei tagli generalizzati al sistema della Ricerca, colpisce particolarmente il blocco del Governo sul finanziamento dei prossimi censimenti dell'Istat.

Il 2011 sarà infatti l'anno del censimento della popolazione e delle abitazioni, lo strumento con il quale, ogni dieci anni, viene fotografato lo stato del Paese.

È la più grande indagine statistica in ogni paese civile del mondo, ma il ritardo con cui si sta affrontando la questione da parte governativa rischia di comprometterne la programmazione e la realizzazione.

Sembra quindi che l'intenzione del governo sia quella di continuare, dopo il taglio al bilancio dell'Istituto nazionale di statistica previsto per 30 milioni di euro, nell'opera di smantellamento della statistica pubblica e nella sottrazione, quindi, ai cittadini, dei dati raccolti e analizzati in maniera indipendente e professionale dall'ISTAT.

Ciò è ancora più paradossale, se si pensa che la procedura di infrazione che Eurostat potrebbe far partire contro l'Italia nel caso in cui non si realizzassero i prossimi censimenti condurrebbe ad una sanzione di entità ben maggiore del finanziamento richiesto.

Non vorrei che dietro il blocco dei finanziamenti ci sia l'intenzione di assestare un ulteriore duro colpo alla credibilità dell'ISTAT.

fonte : flcgil.it

Popolazione straniera in italia

>> In Italia la popolazione residente straniera (poco meno di 4 milioni di persone) rappresenta al 1° gennaio 2009 il 6,5 per cento del totale dei residenti ed è quasi raddoppiata tra il 2001 e il 2008. Nello stesso periodo i valori del tasso migratorio estero passano da 3,0 a 7,5 ogni mille abitanti.

>> I cittadini stranieri in possesso di un valido permesso di soggiorno sono, nel 2007, poco più di due milioni, mentre le concessioni di cittadinanza italiana sono poco meno di 40 mila nel 2008, in contenuta crescita rispetto al 2007, dopo il forte incremento registrato nel 2006.

>> Più di un quinto degli stranieri proviene dall’Africa, con netta prevalenza delle cittadinanze nord-africane (15,6 per cento); il 7,4 per cento da paesi dell’America centro-meridionale; circa un quarto del totale da paesi extracomunitari dell’Europa centro-orientale e il 30 per cento dai paesi Ue.

>> Considerando la popolazione tra i 15 e i 64 anni, la quota di stranieri che nel 2008 possiede un titolo di studio fino alla licenza media è pari al 51,1 per cento; il 38,4 per cento ha un diploma di scuola superiore e il 10,5 una laurea.

>> Nello stesso anno, le forze di lavoro straniere rappresentano il 7,6 per cento del totale. Il tasso di attività della popolazione straniera è oltre dieci punti percentuali più elevato di quello della popolazione residente totale (73,3 per cento contro 63,0). Risultano più alti tra gli stranieri anche il tasso di occupazione (67,1 a fronte del 58,7) e quello di disoccupazione (8,5 contro il 6,7 per cento).

fonte http://noi-italia.istat.it

Albania: nuovo censimento - Si tratta del primo con etnia e religione


(ANSA) - TIRANA, 14 DIC - Dopo 19 anni l'Albania si prepara ad effettuare un nuovo censimento generale della popolazione e delle abitazioni.Per la prima volta saranno previste domande anche sull'appartenenza etnica e religiosa. L'ultimo censimento da cui e' stata rilevata l'appartenenza religiosa risale agli anni '30. Negli anni'60' il regime comunista impose l'ateismo. La liberta' di religione fu riconosciuta solo all'inizio anni '90 con l'avvento della democrazia.

Riprende la crescita della popolazione e a ritmi superiori alla media europea


UNO SGUARDO D'INSIEME

La dinamica di crescita costante e accelerata della popolazione osservata a partire dagli anni 2000, a fronte di una ripresa delle nascite e a seguito dei processi di regolazione degli immigrati, continua a seguire un andamento positivo. Il tasso di variazione medio annuo calcolato fra il 2001 e il 2008 si attesta allo 0,7 per cento e la popolazione è cresciuta nello stesso periodo da quasi 57 a oltre 60 milioni di residenti.
DEFINIZIONI UTILIZZATE

L’indicatore proposto misura la crescita, riportata in media annua, della popolazione residente rispetto a un intervallo temporale definito. Questo indicatore, oltre a essere una misura prettamente demografica, fornisce anche un’indicazione indiretta sulla vitalità complessiva di un paese.
L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

Con il 12 per cento degli oltre 499 milioni di abitanti dell’Unione europea, l’Italia rappresenta il quarto paese per importanza demografica dopo Germania (82,3 milioni), Francia (64,4 milioni) e Regno Unito (61,6 milioni). Nel 2001-2008 l’Italia occupa la settima posizione rispetto al tasso di variazione medio annuo della popolazione complessiva e si colloca, con lo 0,75 per cento, nettamente al di sopra della media Ue27 (0,48 per cento). Sopra l’Italia troviamo a breve distanza la Francia (0,78 per cento) mentre quattro paesi si discostano nettamente dagli altri: Lussemburgo (1,69 per cento), Spagna (1,79 per cento), Cipro (1,87 per cento) e Irlanda (2,21 per cento).

Sul fronte opposto, presentano segno negativo quasi tutti i paesi di nuova adesione, anche in conseguenza di accentuate dinamiche migratorie verso i paesi Ue15.
L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Oltre un terzo della popolazione italiana è concentrata in tre regioni: Lombardia (16,2 per cento), Campania (9,7 per cento) e Lazio (9,4 per cento). Con riferimento alle quattro grandi ripartizioni geografiche il Mezzogiorno è ancora l’area più popolata del Paese con il 34,7 per cento degli abitanti, seguita dal Nord-ovest con il 26,5 per cento. Il Mezzogiorno, in controtendenza rispetto al passato, è l’area che, nel periodo considerato, è cresciuta meno (0,2 per cento), mentre è la ripartizione del Centro che fa registrare il maggiore tasso medio annuo di crescita (1,1 per cento).

Il Lazio è la regione con i maggiori incrementi medi annui (1,4), seguita dalla provincia autonoma di Trento e dall’Emilia Romagna (entrambe 1,2).

Sono invece solo due le regioni caratterizzate da segni negativi nella crescita della popolazione: la Calabria in misura più lieve e la Basilicata (-0,2) in modo più accentuato.

Si rilevano poi alcune differenziazioni di genere. Anche se numericamente le donne sono più degli uomini (30,7 milioni contro 29,0 milioni), la popolazione maschile cresce più di quella femminile: 0,8 per cento contro 0,7 per cento.

fonte: http://noi-italia.istat.it

L' economa, il sociale, la demograficia e l'ambiente in Italia

Comunicato stampa Istat diffuso il 12 gennaio 2010:
"In un'ottica di integrazione, l'Istituto nazionale di statistica offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Il prodotto arricchisce l'ampia e articolata produzione dell'Istat attraverso la proposta di indicatori, aggiornati e puntuali, che spaziano dall'economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all'ambiente, alle tecnologie e all'innovazione.


"Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo" è disponibile all'indirizzo http://noi-italia.istat.it.
Gli indicatori, raccolti in 112 schede e distribuiti su 18 settori di interesse, si possono consultare in modo ragionato per settori e per singole schede, scaricare su un foglio elettronico, approfondire con i link presenti in ogni pagina."

Nel dettaglio, i link presenti nella pagina si occupano di:
Microeconomia
Finanza pubblica
Territorio
Popolazione
Popolazione straniera
Protezione sociale
Istruzione
Mercato del lavoro
Strutture produttive
Energia
Scienza, tecnologia e innovazione
Trasporti ed infrastrutture
Turismo
Ambiente
Cultura
Qualità della vita
Giustizia e sicurezza
Sanità e salure

Date uno sguardo ai dati venuti fuori da queste statististiche e controllate se voi siete un italiano medio :-)

giovedì 14 gennaio 2010

Istat - Gli istituti di statistica in Europa - Italia

L’Istituto nazionale di statistica è un ente di ricerca pubblico. Presente nel Paese dal 1926, è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Opera in piena autonomia e in continua interazione con il mondo accademico e scientifico.


Dal 1989 l'Istat svolge un ruolo di indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e formazione all'interno del Sistema statistico nazionale (Sistan). Il Sistema è stato istituito con il decreto legislativo 322/89 per razionalizzare la produzione e diffusione delle informazioni e ottimizzare le risorse destinate alla statistica ufficiale. Del Sistan fanno parte l'Istat, gli uffici di statistica centrali e periferici delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e territoriali, delle Camere di Commercio, di altri enti e amministrazioni pubbliche, e altri enti e organismi pubblici di informazione statistica.

Missione
La missione dell'Istituto nazionale di statistica è quella di servire la collettività attraverso la produzione e la comunicazione di informazioni statistiche e analisi di elevata qualità, realizzate in piena autonomia e sulla base di rigorosi principi etico-professionali e di più avanzati standard scientifici, allo scopo di sviluppare un'approfondita conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell'Italia ai diversi livelli territoriali e favorire i processi decisionali di tutti i soggetti della società (cittadini, amministratori, ecc.).


Visione
L'Istat intende essere un'amministrazione innovativa, che si impegna al servizio della collettività, valorizzando la professionalità e l'integrità del proprio personale, creando appropriate condizioni di lavoro e minimizzando il proprio impatto sull'ambiente.
L'Istat rispetta la privacy dei rispondenti, protegge la confidenzialità dei dati ricevuti e svolge le proprie attività in modo trasparente e indipendente.
L'Istat è orientato alla ricerca della massima efficacia ed efficienza nell'utilizzo delle risorse disponibili, promuove lo sviluppo del Sistan e la collaborazione con gli altri enti del Sistema Statistico Nazionale e della pubblica amministrazione, con il mondo della ricerca e con la società civile, anche allo scopo di accrescere la cultura statistica.
L'Istat fa parte del Sistema Statistico Europeo e collabora con gli altri soggetti del sistema statistico internazionale.


Obiettivi strategici di lungo periodo
Valutare le esigenze informative attraverso un dialogo continuo con gli utenti.
Produrre informazione statistica rilevante per gli utenti nazionali e internazionali secondo i più elevati standard qualitativi e rigorosi principi etico-professionali.
Condurre ricerche metodologiche e applicate allo scopo di migliorare i processi di produzione dell'informazione statistica e contribuire alla conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell'Italia.
Sviluppare il Sistema Statistico Nazionale per accrescere l'offerta e la qualità dell'informazione statistica fornita alla collettività, massimizzando il coordinamento e l'efficienza del sistema.
Favorire lo sviluppo coordinato dei sistemi informativi della pubblica amministrazione e la loro utilizzazione per fini statistici, così da accrescere l'informazione disponibile, massimizzando l'integrazione delle fonti e minimizzando il carico statistico sui rispondenti.
Contribuire allo sviluppo del Sistema Statistico Europeo e favorire la cooperazione internazionale in campo statistico.
Diffondere e comunicare in modo efficace l'informazione statistica e le analisi realizzate per favorire la conoscenza della realtà economica, sociale ed ambientale dell'Italia e migliorare i processi decisionali dei soggetti privati e delle istituzioni pubbliche.
Promuovere la formazione in campo statistico e la cultura statistica per migliorare la comprensione, a livello istituzionale e dei singoli cittadini, dell'informazione prodotta sulla realtà ambientale, economica e sociale dell'Italia e per favorire un suo corretto utilizzo.
Sostenere la produzione statistica attraverso processi amministrativi e gestionali di elevata qualità.
Sviluppare il capitale umano e migliorare le condizioni di lavoro del personale.

www.istat.it

Allarme dell'Istat: ''Censimento generale a rischio senza la legge di finanziamento''


Roma, 12 gen 2010 - (Adnkronos) - Il censimento generale della popolazione, delle abitazioni e delle attività produttive - che si svolge a cadenza decennale ed è programmato per il 2011 - è a rischio. A lanciare l'appello, indirizzato al governo e al Parlamento, è il presidente dell'Istat, l'Istituto nazionale di Statistica, Enrico Giovannini che avverte: "Ancora non è stata decisa la legge di indizione del censimento generale e il suo relativo finanziamento.
Entro il prossimo mese di febbraio, occorre varare la legge o un decreto, con il finanziamento collegato e il relativo regolamento dettagliato per circa 600 milioni di euro. Altrimenti, si rischia seriamente di non essere più in grado ad avviare la 'macchina' in tempo utile".
Giovannini ricorda che "lo svolgimento del censimento generale della popolazione, delle abitazioni e delle attività produttive richiede un'organizzazione piuttosto complessa e capillare. Se non si svolgesse, si infrangerebbero le norme comunitarie europee. Ma soprattutto - mette in guardia il presidente dell'Istat - non farlo vorrebbe dire 'bucare' dieci anni di trasformazioni della societa' e dell'economia italiana".

Insee - Gli istituti di statistica in Europa

Institut national de la statistique et des études économiques

L'Istituto nazionale di statistica e studi economici (INSEE) raccoglie, produce, analizza,  e diffonde le informazioni per l'economia e la società francese.
Questa informazione è rilevante per i funzionari pubblici, organismi governativi, imprese, ricercatori, i mezzi di comunicazione, insegnanti, studenti e privati.  Essa consente di migliorare le loro conoscenze, esegue studi, preparare le previsioni, e di prendere decisioni. Per soddisfare i propri utenti,  INSEE ascolta i loro bisogni e regola il suo programma di lavoro di conseguenza.

INSEE è responsabile del coordinamento della Francia ufficiale di servizio statistico. Esso rappresenta la Francia in istituzioni dell'Unione europea  e organismi internazionali incaricati di armonizzazione statistica.

INSEE è impegnata anche nel settore dell'istruzione superiore e della ricerca attraverso GENI (Groupe des Écoles nationales d'Économie et Statistique).
Sei missioni per aiutare a soddisfare il nostro obiettivo

    * Raccolta e la produzione
    * Analisi
    * Diffusione
    * Coordinamento
    * L'insegnamento e la promozione della ricerca
    * Contribuire alla costruzione di uno spazio internazionale di statistica

Eurostat - Gli istituti di statitistica in europa

Diamo uno sguardo agli istituti di statistica presenti negli stati europei.
Parliamo in primis dell'istituto europeo: l'Eurostat


La missione di Eurostat è quella, di dotare l'Unione Europea di un servizio di informazione statistica di alta qualità.
Eurostat è l'ufficio statistico dell'Unione europea,ed ha la sede a Lussemburgo. Il suo compito è quello di dotare l'Unione europea di statistiche a livello europeo in modo da consentire confronti tra i diversi paesi e regioni.
Questo è un compito fondamentale. Le società democratiche non funzionano correttamente, senza una solida base di dati statistici affidabili e oggettivi. Infatti, da una parte, i governatori, a livello dell'UE, degli Stati membri, nei governi locali trovano nelle statistiche i dati su cui effettuare le loro decisioni. Dall' altra parte, i cittadini e i media hanno bisogno delle statistiche per una rappresentazione fedele della società contemporanea e per valutare il rendimento dei politici. Naturalmente, le statistiche nazionali sono ancora importanti per scopi nazionali negli Stati membri, mentre le statistiche dell'UE sono essenziali per le decisioni e la valutazione a livello europeo.
Le statistiche possono rispondere a molte domande. La società sta seguendo l'andamento promesso da parte dei politici?  La disoccupazione è alta o bassa? Ci sono maggioni emissioni di CO2 rispetto a dieci anni fa? Quante donne vanno al lavoro? Come sta l'economia di un paese rispetto agli altri Stati membri dell'Unione europea?
Le statistiche internazionali sono un modo per conoscere i vicini negli Stati membri e nei paesi al di fuori dell'UE. Si tratta di un importante obiettivo e, in parole povere porta a nudo il modo in cui noi viviamo.
Per maggiori dettagli è possibile visitare il sito web di eurostat

mercoledì 13 gennaio 2010

Australia, entro il 2011 il censimento anche per le coppie gay


L’ufficio di contabilità dell’Australia ha dichiarato che entro il censimento del 2011 saranno prese in considerazione, nelle statistiche, anche le coppie dello stesso sesso.
A quanto dichiarato dall’associazione per i diritti delle coppie australiane sposate, dello stesso sesso, la battaglia per ottenere questo risultato è stata molto insistente nei confronti delle autorità; la comunicazione all’associazione AME (Australian Marriage Equality) è stata trasmessa via e-mail.

L’e-mail riportava quanto segue: “Entro il 2011 saranno disponibili i nuovi questionari che permetteranno anche alle coppie dello stesso sesso a rispondere e barrare la casella gay“.

In conformità a quanto dichiarato dall’ufficio di contabilità federale, tutte le coppie gay degli Stati Uniti e dei territori Australiani saranno riconosciute nei censimenti, anche se in molte zone dello stato i matrimoni tra coppie dello stesso sesso non sono ancora riconosciuti.

Sono pur sempre passi in avanti rispetto a quello che non succede nel nostro paese. Forse, l’inclusione delle coppie lgbt nei censimenti annuali in paesi che non riconoscono le coppie lgbt può sembrare inutile, ma ritengo che siano comunque importanti per giungere agli obbiettivi della comunità lgbt.

fonte:www.gaywave.it

AGRICOLTURA: ISTAT, CENSIMENTO A RISCHIO SENZA FINANZIAMENTO

(AGI) - Roma, 12 gen. - Censimento generale della popolazione a rischio se non arriva il finanziamento. A lanciare l'allarme e a rivolgere un appello a governo e parlamento e' il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini. Nel 2011 e' previsto il censimento generale della popolazione, delle attivita' produttive e delle abitazioni, spiega, "su cui non ci sono ancora i finanziamenti. Spero che governo e parlamento - sottolinea - sanino al piu' presto questa situazione. Sono circa 600 milioni gli euro che servono.
Il governo "ha stanziato 128 milioni per il censimento sull'agricoltura attraverso un decreto legge che ha dato origine ad un regolamento approvato anche dalla conferenza Stato-Regioni" prosegue Giovannini, ma per quello sulla popolazione manca ancora la legge e il finanziamento collegato.
Non farlo non solo significherebbe violare la normativa comunitaria ma "bucare" dieci anni di trasformazione dell'economia italiana.

fonte: www.agi.it

domenica 10 gennaio 2010

Quanti abitanti ci sono in Europa?

La domanda ci chiede il numero di abitanti presenti in Europa.

Cerchiamo di rispondere alla domanda consultando Wikipedia:
In accordo con i dati emessi dalle Nazione Unite, nel 2005 la popolazione dell'Europa ammontava a circa 731 milioni di abitanti.
La popolazione totale dell'Unione Europea è stata stimata nel 2008 per essere di 499 milioni, escludendo quindi l'1/3 dei paesi europei che non ne fanno parte c'è un margine di distanza di 242 milioni di persone.
Nel 1900 la popolazione europea coincideva con 1/4 di quella mondiale, ma nel periodo successivo alle due guerre mondiali è andata crescendo sempre più lentamente facendosi superare per tasso di fertilità dall'Africa e dell'Asia.
Secondo una proiezione demografica dell'ONU, nel 2050 l'Europa occuperà il 7% della massa critica mondiale con un andamento demografico in continuo declino. Per creare la stima sono stati formulati e valutati i tassi di natalità delle varie nazioni e il loro rapporto diminuzione/crescita.
Con l'apertura dell'immigrazione verso il Maghreb, i cui immigranti fanno meta spesso nell'Europa occidentale e mediterranea, si è stimato un aumento della fertilità che ha inciso sull'85% della crescita totale.

fonte Wikipedia

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Quanti abitanti ci sono in italia 2015?

Aggiornamento al 30 Aprile 2010

Con 60.418.711 abitanti, l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito).
La sua densità demografica è di 200,5 abitanti per chilometro quadrato, più alta della media dell'unione.



Aggiornamento 
al 28 Febbraio 2010:
Totale abitanti:  60.380.912
Densità della popolazione 200,4 ab./km²

La domanda è: Quanti Abitanti ci sono in italia?
Secondo i dati del 14° Censimento della popolazione e delle abitazioni del (2001) forniti dall'Istat, in italia ci sono:
57 milioni di cittadini (93,8 uomini ogni 100 donne), pari a 22 milioni di famiglie; 1,3 milioni di stranieri; 13 milioni di edifici e 27 milioni di abitazioni.

fonte: ISTAT

Scopri quanti abitanti ci sono in europa in questo articolo. Oppure tieniti aggiornato con i dati del prossimo censimento del 2011 iscrivendoti ai feed.

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Dati aggiornati a Gennaio 2010

Il censimento nella Sacra Bibbia

ESODO 30
Il riscatto delle persone
(Es 15:1-21; Sl 107:1-2)(Es 38:25-28; 2Cr 24:5-14) 1P 1:18-19
11 Il SIGNORE parlò ancora a Mosè e disse: 12 «Quando farai il conto dei figli d'Israele, facendo il censimento, ognuno di essi darà al SIGNORE il riscatto della propria vita, quando saranno contati; perché non siano colpiti da qualche piaga, quando ne farai il censimento. 13 Daranno questo: chiunque sarà compreso nel censimento darà un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, che è di venti ghere: un mezzo siclo sarà l'offerta da fare al SIGNORE. 14 Ogni persona che sarà compresa nel censimento, dai venti anni in su, darà quest'offerta al SIGNORE. 15 Il ricco non darà di più, né il povero darà meno di mezzo siclo, quando si darà l'offerta al SIGNORE per il riscatto delle vostre vite. 16 Prenderai dunque dai figli d'Israele questo denaro del riscatto e lo adopererai per il servizio della tenda di convegno: sarà per i figli d'Israele un memoriale davanti al SIGNORE per fare il riscatto delle vostre vite»


Numeri 1
De 8:15; 32:9-14; Ne 9:19-21
Censimento degli Israeliti nel deserto del Sinai
Nu 2; 26:1-51 (Ap 7:4-8)
1 Il SIGNORE parlò a Mosè, nel deserto del Sinai, nella tenda di convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dopo l'uscita dei figli d'Israele dal paese d'Egitto, e disse: 2 «Fate la somma di tutta la comunità dei figli d'Israele secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, 3 dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che in Israele possono andare in guerra; tu ed Aaronne ne farete il censimento, secondo le loro schiere. 4 Con voi ci sarà un uomo per tribù, che sia capo del casato dei suoi padri.
5 Questi sono i nomi degli uomini che vi assisteranno.
Di Ruben: Elisur, figlio di Sedeur;
6 di Simeone: Selumiel, figlio di Surisaddai;
7 di Giuda: Nason, figlio di Amminadab;
8 di Issacar: Netaneel, figlio di Suar;
9 di Zabulon: Eliab, figlio di Chelon;
10 dei figli di Giuseppe, di Efraim: Elisama, figlio di Ammiud; di Manasse: Gamaliel, figlio di Pedasur;
11 di Beniamino: Abidan, figlio di Ghideoni;
12 di Dan: Aiezer, figlio di Ammisaddai;
13 di Ascer: Paghiel, figlio di Ocran;
14 di Gad: Eliasaf, figlio di Deuel;
15 di Neftali: Aira, figlio di Enan».
16 Questi sono i membri della comunità che furono convocati, i capi delle tribù dei loro padri, i capi delle migliaia d'Israele.
17 Mosè e Aaronne presero dunque questi uomini che erano stati designati per nome, 18 e convocarono tutta la comunità, il primo giorno del secondo mese; e il popolo fu censito secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando il numero delle persone dai vent'anni in su, uno per uno. 19 Come il SIGNORE gli aveva ordinato, Mosè ne fece il censimento nel deserto del Sinai.
20 Figli di Ruben, primogenito d'Israele, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 21 il censimento della tribù di Ruben diede la cifra di quarantaseimilacinquecento.
22 Figli di Simeone, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 23 il censimento della tribù di Simeone diede la cifra di cinquantanovemilatrecento.
24 Figli di Gad, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 25 il censimento della tribù di Gad diede la cifra di quarantacinquemilaseicentocinquanta.
26 Figli di Giuda, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 27 il censimento della tribù di Giuda diede la cifra di settantaquattromilaseicento.
28 Figli di Issacar, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 29 il censimento della tribù di Issacar diede la cifra di cinquantaquattromilaquattrocento.
30 Figli di Zabulon, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 31 il censimento della tribù di Zabulon diede la cifra di cinquantasettemilaquattrocento.
32 Figli di Giuseppe: figli di Efraim, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 33 il censimento della tribù di Efraim diede la cifra di quarantamilacinquecento.
34 Figli di Manasse, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 35 il censimento della tribù di Manasse diede la cifra di trentaduemiladuecento.
36 Figli di Beniamino, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 37 il censimento della tribù di Beniamino diede la cifra di trentacinquemilaquattrocento.
38 Figli di Dan, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 39 il censimento della tribù di Dan diede la cifra di sessantaduemilasettecento.
40 Figli di Ascer, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 41 il censimento della tribù di Ascer diede la cifra di quarantunmilacinquecento.
42 Figli di Neftali, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, contando i nomi dall'età di vent'anni in su, tutti quelli che potevano andare in guerra: 43 il censimento della tribù di Neftali diede la cifra di cinquantatremilaquattrocento.
44 Questi sono gli uomini di cui Mosè e Aaronne fecero il censimento, assistiti dai dodici capi d'Israele: ce n'era uno per ognuna delle case dei loro padri. 45 Così tutti i figli d'Israele dei quali fu fatto il censimento, secondo le famiglie dei padri, dall'età di vent'anni in su, cioè tutti gli uomini che in Israele potevano andare in guerra, 46 tutti quelli dei quali fu fatto il censimento furono seicentotremilacinquecentocinquanta.

fonte: laparola.net

Censimento: Un pò di storia

Il termine deriva dal latino censere e significa valutare, censire. Da fonti storiche sembra che i primi censimenti furono effettuati su larga scala dalle grandi civiltà della Mesopotamia ed in particolar modo dai Sumeri nel IV millennio a.C.. Tale valutazione serviva per pianificare le risorse agrarie ed umane in un’epoca di continue guerre e carestie. In seguito gli antichi Egizi affinarono questi sistemi di rilevazione censuaria per quantificare la popolazione in maniera capillare, sia per far fronte alle risorse alimentari, che per utilizzarla come manodopera o forza bellica. In Cina ed in India, furono approntati i primi conteggi della popolazione, intorno al III millennio a.C., valutando le risorse finanziarie delle famiglie. Da ciò si evince che i primi censimenti si ebbero nelle terre storicamente più popolate, in cui la densità demografica, la natalità e la mobilità, erano (e sono) utili indicatori per la sopravvivenza di intere popolazioni. Il più antico censimento di cui si conoscono i risultati è quello tramandato dalla Bibbia, effettuato da Mosè attorno al XIII secolo a.C., nel deserto del Sinai, dopo l’esodo dall’Egitto, censendo i capifamiglia, per distinzione del mestiere e del censo, e tutti i componenti di sesso maschile. I censimenti vennero effettuati anche dai Greci e dai Romani. Risale al 709 a.C. la Tabula Heracleensis, nella quale furono annotatati i risultati dell’attività censuaria conteggiando la popolazione per prenome, nome, cognome, appartenenza alla famiglia, il reddito, il censo, ecc.. Tre secoli dopo furono istituiti i Censores, magistrati incaricati di censire la popolazione. Eletti ogni cinque anni dai comizi centuriati, svolgevano attività di conteggio e di classificazione per l’ordinamento delle liste elettorali, delle milizie e dei tributi. I censores rimanevano in carica per diciotto mesi, tempo previsto per eseguire il censimento della cittadinanza secondo classi di censo. E’ da questo momento che viene introdotto il concetto di periodicità del censimento, gettando così le basi fondamentali per il censimento moderno. L’ attività proseguì a fasi alterne anche nel Medio-Evo: nel XIII secolo vennero effettuate rilevazioni periodiche della popolazione appartenente ai Comuni ed alle Repubbliche italiane: lo stato italiano che istituì il primo censimento universale fu la Repubblica di Venezia verso la metà del 1300, che si premurò di censire la propria popolazione secondo criteri di età, professione, sesso, nazionalità e condizione sociale. Il censimento venne ripetuto periodicamente nei secoli successivi giungendo, nel 1600 all’uso di formulari prestampati molto simili agli odierni questionari . Il primo censimento in senso moderno si ebbe nel 1701 in Islanda. Successivamente in Svezia, in Germania, in Norvegia, in Spagna e sul finire del secolo, negli Stati uniti. Nel secolo XIX ebbe luogo in quasi tutti gli stati europei: nel 1800 in Francia, nel 1801 in Inghilterra e Danimarca, nel 1821 in Irlanda, nel 1829 in Olanda, nel 1837 in Svizzera, nel 1846 in Belgio, nel 1853 nello Stato Pontificio, nel 1856 in Grecia, nel 1857 nel Lombardo-Veneto, nel 1858 nel Regno di Sardegna. In Italia, il primo censimento ufficiale risale al 1861, cioè subito dopo l'Unità d’Italia. Da quel momento, con cadenza decennale, sono state eseguite 14 rilevazioni (a parte il 1891, per mancanza di fondi, ed il 1941 , a causa della II Guerra Mondiale), l'ultima delle quali risale all’anno 2001. Da diversi decenni i censimenti sono effettuati dall' ISTAT.

fonte: comune.seravezza.lucca.it

Il censimento generale dell'agricoltura 2010

Il 6° Censimento dell’agricoltura partirà nell’ottobre del 2010.
La fase preliminare di progettazione delle operazioni censuarie si è avviata nel febbraio 2008, con l’istituzione, da parte di Istat, di un apposito Comitato consultivo, composto da rappresentati dell’Istat, delle Regioni, delle Autonomie Locali e di alcuni Enti nazionali del settore agricolo. Nell’ambito del Comitato, che ha il compito di impostare soluzioni innovative sul fronte metodologico ed organizzativo, si sono anche costituiti tre specifici gruppi di lavoro: sul questionario, sulla rete di rilevazione e sul sistema informatico.
La FAO ha già definito i criteri di base per lo svolgimento del censimento mondiale 2010 dell’agricoltura.
A livello europeo, il quadro di riferimento normativo e metodologico del censimento agricolo 2010 nei 27 Paesi UE è rappresentato dal regolamento (CE) n. 1166 del 19 novembre 2008. L’obiettivo fondamentale è quello di disporre di statistiche sulle aziende agricole comparabili tra i vari Stati, come supporto indispensabile alla politica agricola e alla politica di sviluppo rurale della Comunità.
In Italia le Regioni sono direttamente coinvolte nella realizzazione del censimento e potranno optare per una partecipazione alta o bassa, in base a valutazioni di fattibilità sugli aspetti organizzativi e finanziari. L’inquadramento normativo del censimento in Italia sarà così costituito sia dai provvedimenti del livello nazionale che dai Piani Regionali di Censimento. In Emilia-Romagna le strutture coinvolte nella definizione e gestione della rete di rilevazione sono il Servizio Programmi Monitoraggio e Valutazione della Direzione generale Agricoltura e il Servizio Controllo Strategico e Statistica (Ufficio di Statistica della Regione).
Per la prima volta, la lista delle aziende da rilevare non sarà predisposta dai singoli Comuni, ma realizzata direttamente da Istat mediante integrazione di più archivi amministrativi. Un prototipo della BIFA (Base Integrata di Fonti Amministrative) è stato testato sul campo con un’indagine a campione (CLAG) realizzata da Istat e Regioni nel periodo novembre 2008-aprile 2009.
Sulle implicazioni di questa ed altre innovazioni metodologiche, così come sugli aspetti organizzativi, proseguono le valutazioni da parte dell’Istat e delle Regioni.
I primi risultati provvisori del censimento sono previsti per giugno 2011, pochi mesi dopo il termine delle operazioni di rilevazione, registrazione e controllo dei dati, mentre la diffusione dei risultati definitivi avverrà nel 2012.

fonte: ermesagricoltura.it

Censimento dell'agricoltura 2010

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Predisposizione del Piano regionale
L'ISTAT e le Regioni hanno avviato un confronto sulle modalità di realizzazione del Censimento 2010, partendo dalle criticità del 2000.
E' stata istituita un commissione consultiva per concordare, con il contributo degli Enti Locali, i contenuti informativi e l'organizzazione più efficace.
Il risultato di queste istruttorie dovrà essere il Piano regionale di censimento.
Il Piano regionale di censimento deve indicare:
i soggetti coinvolti e i loro ruoli;
le modalità di rilevazione e trattamento dei dati;
la modalità di memorizzazione dei dati e l'uso eventuale dei dati provvisori;
le risorse finanziarie e strumentali.

QUADRO DI RIFERIMENTO
Il ruolo di coordinamento delle Regioni nei censimenti dell'agricoltura. L'importanza dei dati censuari nelle scelte strategiche di politica agraria.
Le competenze delle Regioni sull'agricoltura sono molto articolate e riguardano in particolare il controllo delle politiche e la programmazione.
Proprio per questo il ruolo delle Regioni nei Censimenti dell'agricoltura è sempre stato particolarmente incisivo.
Già nel 2000 le Regioni hanno coordinato e monitorato direttamente le operazioni censuarie.
In Emilia-Romagna l'agricoltura ha una configurazione matura e una specificità economica e che la pongono al livello delle grandi regioni europee.
Per le politica agraria regionale e locale è necessario quindi disporre dei dati raccolti al Censimento in tempi molto brevi.

fonte: Regione Emilia-Romagna

Censimenti in italia

Si avvicinano i Censimenti generali 2010-2011. Un impegno ingente per un grande obiettivo di conoscenza.

Il primo ad essere realizzato sarà il Censimento dell'agricoltura, a partire da ottobre 2010. Nell'anno successivo verranno effettuati il Censimento della popolazione e delle abitazioni e quello dell'industria e dei servizi. Al momento, è in fase di svolgimento la rilevazione pilota del Censimento della popolazione e delle abitazioni (pdf) , che consentirà di mettere a punto il questionario definitivo e le modalità di rilevazione dei dati.

Le novità della prossima tornata censuaria riguardano sia aspetti informativi - nei questionari saranno chieste informazioni in più rispetto agli scorsi censimenti - sia quelli organizzativi, che mettono in campo strumenti telematici per la raccolta dei dati.

A cadenza decennale, i Censimenti ci offrono un'immagine dettagliata del Paese come nessun'altra indagine può fare. Garantiscono una lettura del territorio e dei territori italiani secondo criteri uniformi e consentono il confronto non solo fra regioni del Paese ma anche fra regioni dell'Europa, perché i censimenti vengono realizzati in tutti i Paesi. Le informazioni ottenute, sicuramente utili ai cittadini, sono indispensabili per chi ha responsabilità di governo e di programmazione territoriale. Valga un esempio per tutti: grazie ai dati censuari la Protezione Civile ha modo di sapere dove la popolazione si concentra e può predisporre piani di evacuazione efficaci in presenza di calamità naturali.

Per le imprese e le associazioni di categoria i dati del censimento sono importanti per pianificare le attività, realizzare ricerche di mercato, capire la struttura dell'universo produttivo italiano.

Restano a disposizione su questo sito i risultati dei Censimenti generali 2000-2001, che hanno riguardato 57 milioni di cittadini, 4,3 milioni di imprese dell'industria e dei servizi e 2,6 milioni di aziende agricole.

fonte: www.istat.it

Censimento in tutte le lingue

Ho pensato di tradurre la parola censimento nelle altre lingue, per vedere se da qualche parte è simile a come lo diciamo noi in italia:

Di seguito ho messo alcune traduzioni, che ho ritenuto più interessanti:


inglese: Census in UK
francese: Recensement in France

spagnolo: Censo in España
portoghese: Recenseamento in Portugal
polacco: Spis in Polska
greco: απογραφή in Ελλάδα
tedesco: Volkszählung
in Deutschland

Avete letto? Se volete potete aggiungere altre traduzioni, che magari ritenete utili...


"Il censimento di Betlemme" di Pieter Bruegel



Censimento a Betlemme è un'opera di  Pieter Brueghel il Vecchio (Breda, ca. 1525-1530 – Bruxelles, 5 settembre 1569),  pittore fiammingo della prima metà del Cinquecento. Viene generalmente usato il suffisso di Pieter Bruegel il Vecchio per distinguerlo dal  figlio, Pieter Bruegel il Giovane.


Il dipinto, molto confusionario, come gli altri dipinti dell'artista, è largo  164,5 cm, ed è custodito al Musée Royaux des Beaux Arts, Bruxelles.


Altre informazioni:
Stile artistico : Manierismo
Opera : Censimento a Betlemme  (1566)
Tecnica: Olio su legno
Tecnica: Olio su legno

Io non sono per niente un critico d'arte o roba del genere, ma ho visto questo dipinto e me ne sono subito innamorato, voi cosa ne pensate?


sabato 9 gennaio 2010

Cos'e' un censimento


Il primo post viene dedicato alla descrizione generale di censimento:

fonte Wikipedia:
Nell'accezione comune un censimento indica acquisire informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche della popolazione (come, ad esempio, il numero di persone per nucleo familiare ed eventuali beni posseduti da ciascuna di esse).

fonte Grande Dizionario della Lingua Italiana DeAgostini:
censimento, s.m., inchiesta ufficiale periodica, mirante all'aggiornamento dei dati riguardanti la popolazione (il numero degli abitanti, le notizie relative alle famiglie, alla professione di ciascuno, ecc.): il censimento si effettua ogni 10 anni.

fonte Vocabolario della Lingua Italiana Nicola Zingarelli:
Censimento: novero di tutti gli abitanti di uno stato, con la descrizione della loro condizione, per legge.


fonte www.educational.rai.it:
Dal verbo latino censere, che significava dichiarare, accertare, derivano parole quali census, tributo e censor, il magistrato incaricato di accertare il patrimonio dei cittadini. La parola censo passa in italiano alla fine del Trecento con il senso di elenco dei cittadini e dei loro averi. Su di essa, per derivazione, si forma censimento che entra in uso attorno alla metà del Settecento.
Per la statistica il censimento è una rilevazione svolta al fine di accertare il numero, le caratteristiche strutturali e la distribuzione territoriale delle unità di una popolazione. Il censimento è una rilevazione diretta e individuale, nel senso che ogni unità rispondente è enumerata separatamente con tutte le sue caratteristiche; trasversale, ossia riferita ad un preciso istante. Questa rilevazione viene realizzata con periodicità definita, solitamente decennale. I censimenti e la loro periodicità sono disposti per legge dallo stato.

fonte www.ildizionario.eu :
CENSIMÉNTO - RILEVAZIONE DI DATI INTESA AD ACCERTARE IN UN CERTO MOMENTO LO STATO DI UNA COLLETTIVITÀ

fonte dizionari.hoepli.it :
censimento [cen-si-mén-to] s.m.
Operazione mediante la quale si effettua la rilevazione sistematica e simultanea di un determinato fatto collettivo in un determinato momento: c. della popolazione, delle abitazioni, della proprietà fondiaria