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22/09/10

Censimento edifici e numeri civici, l’Italia va alla conta

Per il censimento degli edifici e dei numeri civici - secondo le disposizioni diramate dall'Istat - il Comune di Bologna cerca quaranta rilevatori censuari cui affidare la rilevazione statistica degli edifici esistenti


La burocrazia non finisce di stupire e non desta quindi sorpresa la lettura di un avviso come quello concepito dal Comune di Bologna per la «selezione dei rilevatori per il Censimento degli Edifici e dei Numeri Civici».

Una buona occasione per geometri, architetti, ingegneri, periti edili e assimilati che non abbiano trovato ancora un’occupazione degna del loro rango.

Li vedremo presto aggirarsi nelle nostre città – perché il censimento ovviamente riguarda l’intera nazione – muniti di mappe e piantine a rilevare la corrispondenza tra le mappe catastali e la realtà sotto i loro occhi (non osiamo immaginare come faranno a raccapezzarsi in certe zone d’Italia in cui l’abusivismo edilizio è la regola incontrastata e incontrastabile, sembra).

Dovranno infatti «effettuare il censimento degli edifici, identificandoli sulla base della definizione ISTAT e avvalendosi della cartografia fornita. Per ciascun edificio dovranno essere rilevati il relativo codice desumibile dalla mappa, le caratteristiche richieste e il numero di unità immobiliari (distinte in abitative e non abitative), riportando tali informazioni sull’apposito modello di rilevazione».

Quindi «effettuare la rilevazione dei numeri civici, controllandone la presenza nel modello precompilato dall’ISTAT, correggendo eventuali errori e integrando, quando necessario, il modello precompilato con indirizzi non presenti. Per ciascun numero civico il rilevatore registrerà il corrispondente codice di edificio, individuando sulla mappa cartografica della sezione fornita dall’ISTAT l’edificio cui appartiene il numero civico e il codice corrispondente.»

Da ultimo «effettuare le verifiche di congruenza delle informazioni raccolte ed eventuali integrazioni con le notizie presenti in altre banche dati dell’Amministrazione Comunale».

Tutto questo mentre l’Agenzia del territorio è impegnata da tempo nella rilevazione aerea (uno strumento ultramoderno) degli immobili per scovare quelli fantasma cioè sconosciuti al Catasto perché mai denunciati.

I giovani (o supposti tali, visto il precariato imperante) reclutati alla bisogna, non si potranno limitare a rilevazioni sommarie.

Il loro onorario (lordo) sarà infatti «commisurato al numero ed al tipo dei questionari censuari riconosciuti regolari, secondo i parametri previsti dalla normativa sul Censimento».

fonte: quotidianocasa.it

20/01/10

Archivi comunali di numeri civici geocodificati alle sezioni di censimento


Il progetto GeoCiv ha come obiettivo la raccolta, il trattamento e la condivisione di informazioni e dati per la realizzazione, in formato elettronico, di un archivio geocodificato di numeri civici di massima qualità e copertura. La geocodifica è ottenuta mediante l’associazione del codice della sezione di censimento in cui esso ricade, avendo come riferimento le basi territoriali aggiornate in vista dei censimenti del 2010-2011.
Il progetto si inquadra in quanto è previsto dal vigente regolamento anagrafico (D.P.R. 30 Maggio 1989, n.223) che, all’art. 45, stabilisce che “In ciascun comune l’ufficio preposto agli adempimenti ecografici cura la compilazione e l’aggiornamento dello stradario secondo le indicazioni fornite dall’Istat”. Inoltre l’art. 47 riporta che “Nel quadro dei lavori preparatori ai censimenti generali della popolazione, i comuni devono provvedere alla revisione dell'onomastica delle aree di circolazione e della numerazione civica, al fine di adeguarle alla situazione di fatto esistente, avendo particolare riguardo ai cambiamenti di denominazione, all'apertura di nuove strade, a nuove costruzioni, ampliamenti, demolizioni, ecc.”
Lo sviluppo del progetto è articolato in due fasi. Una prima fase, denominata Fase A, ha come obiettivo il reperimento da parte dell’Istat degli stradari elettronici e cartacei di ciascun Comune. La seconda fase, denominata Fase B, riguarderà l’elaborazione degli archivi disponibili e la misurazione della qualità dei risultati prodotti dal confronto dello stradario comunale con gli altri archivi.
Le attività da svolgere della Fase A sono:
acquisizione dai comuni degli stradari di numeri civici in formato elettronico tramite web;
acquisizione dai comuni degli stradari di numeri civici in formato cartaceo tramite plico postale.
Le attività da svolgere della Fase B sono:
registrazione in formato elettronico degli stradari comunali nei casi in cui siano disponibili esclusivamente o parzialmente in formato cartaceo;
normalizzazione della onomastica stradale dello stradario e analisi della qualità degli scarti;
verifica insieme ai comuni interessati della completezza e dell’aggiornamento degli archivi comunali dei numeri civici, attraverso la produzione di liste di raccordo ottenute dal confronto con l’archivio di Poste Italiane. Tali liste saranno rese disponibili ai comuni per eventuali controlli di qualità a livello locale;
geocodifica dei numeri civici alle sezioni di censimento delle nuove basi territoriali.

Tempi del progetto
La prima fase del progetto dovrà essere completata entro la metà del mese di luglio 2009, mentre la seconda entro l’anno 2010.

Quali comuni sono interessati
Tutti i comuni capoluogo;
I comuni, non capoluogo, con una popolazione residente al 1 gennaio 2008 uguale o superiore a 20 mila abitanti.

Cosa devono fare i comuni
Gli uffici comunali interessati forniscono i dati e svolgono operazioni di verifica, integrazione e modifica secondo le istruzioni presenti sul sito web.

Cosa ricevono i comuni
I comuni, attraverso il portale GeoCiv, avranno accesso, in modo condiviso, a tutte le funzionalità di interrogazione, visualizzazione e download dei dati in formati di scambio.

fonte: indata.istat.it/geociv