sabato 25 settembre 2010

Quanti cinesi ci sono a Prato?

I cittadini cinesi registrati al comune di Prato erano poco più di 10.000 gia nel 2007, poi ci sono i regolari senza residenza, quindi i privi di permesso di soggiorno. Si ipotizza siano in tutto circa 20mila, e rappresentano circa il 10% degli abitanti di Prato. Con questo numero elevato di cittadini cinesi, Prato ospita la terza comunità di cinesi in europa, dopo Londra e Parigi.

La comunità cinese a Prato è nata alla fine degli anni '90, generalmente la maggioranza provengono dalla città di Wenzhou, nella Cina meridionale e molti di essi, almeno i primi arrivati, avevano un basso titolo di studio e non conoscevano la lingua italiana.

Nel quartiere San Paolo lungo via Pistoiese, la concentrazione di cittadini cineri è elevatissima, e quindi i cartelli e le insegne dei negozi sono scritte in mandarino.

fonte: internet

Giappone: test per il censimento della popolazione coi cellulari

Il telefonino come mezzo per censire in tempo reale e con precisione la popolazione di una data area del Giappone, con l’obiettivo di permettere interventi mirati di soccorso in caso di incidenti o calamità naturali. E’ l’esperimento che partirà a novembre nella città di Kashiwa, alla periferia orientale della capitale nipponica, frutto della collaborazione tra la prestigiosa Università di Tokyo e il gigante della telefonia cellulare Ntt Docomo, primo operatore mobile del Sol Levante con oltre 56 milioni di utenti.
Il test, che sarà condotto fino al marzo del prossimo anno, si baserà sull’analisi incrociata di molteplici fonti di dati, come il numero di telefonini che risultano essere stati venduti nell’area designata e i segnali radio trasmessi in tempo reale dagli apparecchi in un determinato arco di tempo.
In questo modo, secondo i promotori dell’iniziativa, si cercherà di testare sul campo l’affidabilità del nuovo sistema di censimento demografico, che in caso di risultati positivi permetterà di conoscere in tempi estremamente ridotti una stima accurata del numero di persone presenti in una data zona e in un preciso momento.

mercoledì 22 settembre 2010

Facebook non funziona

Il black-out di Facebook è stata un’occasione interessante per i media. Giornali e telegiornali hanno infatti potuto applicare al network il solito teorema privo di proporzioni, qualcosa che fa leva sulla mole immensa del network per scaricare sui singoli un’emotività in realtà difficile da riscontrare. Ancora una volta, quindi, tutto quel che riguarda Facebook si distorce nel passaggio dai bit alla realtà, trasformandosi in una caricatura del network stesso.

La realtà è stata quella di un problema che ha occupato i server ed i tecnici per appena 2 ore e mezza. Si potrà dire che 2 ore e mezza nell’arco di quattro anni siano ben pochi, ma 2 ore e mezza nell’arco di 2 ore e mezza significa un modello perfetto per applicarvi anzitutto il catastrofismo. Nascono da qui, quindi, i primi timidi teoremi complottisti che vedono nel blackout possibili attacchi esterni all’infrastruttura, qualcosa presto smentito semplicemente non confermando. Nemmeno il tempo di accorgersi del problema, infatti, e già il network aveva risolto i propri problemi di cache e riavviato il normale funzionamento delle attività. Nascono di qui anche elucubrazioni ulteriori, quelle generate sul calcolo di quanto la produttività sia aumentata in quelle ore in cui il passatempo preferito di mezzo miliardo di persone non era raggiungibile.
2 ore e mezza forse sono state anche poche per sviluppare inoltre i soliti teoremi legati all’Internet Addiction. Qualcuno ci ha provato in realtà, sfruttando l’occasione strumentalmente per ricordare quanto fragile possa essere l’ossessione compulsiva di quanti aggiornano il proprio status continuamente nutrendosi di Facebook dal mattino alla sera. La realtà è quella di una tecnologia che sì permea le nostre vite di continuo, ma non più di quanto non lo abbiano già fatto altri medium in precedenza (dalla tv al telefonino, ognuno a modo suo, ognuno nel suo momento di massimo splendore).

Il blackout diventa quindi un’occasione ghiotta per i media che intendono coprire a tutti i costi una notizia che con tutta sicurezza raccoglie le attenzioni di oltre 500 milioni di utenti in tutto il mondo. Ogni commento in proposito è stato però futile, forzato e deviante. Non è un caso quindi se i toni usati sono stati quelli della catastrofe, se le ore di blackout sono passate dalle 2,5 alle 4 o più indicate in vari reportage: Facebook è il luogo delle caricature ed è rimasto vittima del proprio successo più o meno al pari di quel che succederà a Mark Zuckerberg quando il film dedicato al network farà capolino nelle sale.

Il blackout di Facebook (iniziato alle 20.39 ora italiana) è però stato anche un’occasione perchè, come in ogni eclissi che si rispetti, una volta eliminata la fonte di luce emergono i dettagli più importanti e normalmente invisibili ad occhio nudo. Ci si accorge così di quanti siti siano ormai occupati dai widget e dai “mi piace”. Ci si accorge di quanto il social networking abbia costruito un legame con utenti che, in assenza di Facebook, si sono riversati su Twitter avviando una immediata bolla di metacomunicazione a cavallo tra i due network. Ci si accorge quanto non sia scontato quel che ci si trova sempre sotto gli occhi e quanto sia fragile e complessa una immensa infrastruttura tecnica come quella che organizza i server di Facebook. Ci si accorge del fatto che Twitter è un network su cui rimbalzano molti link e pochi concetti, dove 140 caratteri sono sufficienti in troppi casi soltanto a segnalare e non a lasciare un segno. Non senza simpatia, sia chiaro:

Ci si accorge in due ore e mezza quanto un sito nato in una università sia oggi un riferimento a cui tutta la rete guarda. In quattro anni ha colonizzato il Web permeandone le attività un “mi piace” dopo l’altro.

Poi però tutto riparte e ci si accorge soprattutto che non v’è stato alcun risentimento di massa, non v’è stato alcun attacco, non v’è stato alcun disagio insopportabile. Hanno soltanto spento Facebook per due ore e mezza. Quanto basta per far notizia e nulla più. Per questo, anche chi ha provato a ricamarci su panico e catastrofe, ne è uscito con un sorriso e la scappatoia dell’ironia.

Quanti abitanti ci sono a Ravenna ?

Ravenna è una città dell'Emilia Rogagna, capoluogo di Provincia.

Il numero di abitanti a ravenna è pari a 157.479 al 31/12/2009 su una superficie di 652,89 Kmq e una densità di 241,20 abitanti per kmq.

Le principali frazioni di Ravenna sono:
Ammonite, Bastia, Borgo Montone, Camerlona, Campiano, Carraie, Casal Borsetti, Casemurate, Castiglione di Ravenna, Classe, Coccolia, Conventello, Ducenta, Durazzano-Borgo Sisa, Filetto, Fornace Zarattini, Fosso Ghiaia, Gambellara, Ghibullo, Grattacoppa, Lido Adriano, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido di Savio, Longana, Madonna dell'Albero, Mandriole, Marina di Ravenna, Marina Romea, Massa-Castello, Mensa-Matellica, Mezzano, Piangipane, Porto Corsini, Porto Fuori, Punta Marina Terme, Ragone, Roncalceci, San Bartolo, San Marco, San Michele, San Pietro in Campiano, San Pietro in Trento, San Pietro in Vincoli, San Romualdo, San Zaccaria, Sant'Alberto, Sant'Antonio, Santerno, Santo Stefano, Savarna, Savio, Torri, Villanova di Ravenna

Censimento edifici e numeri civici, l’Italia va alla conta

Per il censimento degli edifici e dei numeri civici - secondo le disposizioni diramate dall'Istat - il Comune di Bologna cerca quaranta rilevatori censuari cui affidare la rilevazione statistica degli edifici esistenti


La burocrazia non finisce di stupire e non desta quindi sorpresa la lettura di un avviso come quello concepito dal Comune di Bologna per la «selezione dei rilevatori per il Censimento degli Edifici e dei Numeri Civici».

Una buona occasione per geometri, architetti, ingegneri, periti edili e assimilati che non abbiano trovato ancora un’occupazione degna del loro rango.

Li vedremo presto aggirarsi nelle nostre città – perché il censimento ovviamente riguarda l’intera nazione – muniti di mappe e piantine a rilevare la corrispondenza tra le mappe catastali e la realtà sotto i loro occhi (non osiamo immaginare come faranno a raccapezzarsi in certe zone d’Italia in cui l’abusivismo edilizio è la regola incontrastata e incontrastabile, sembra).

Dovranno infatti «effettuare il censimento degli edifici, identificandoli sulla base della definizione ISTAT e avvalendosi della cartografia fornita. Per ciascun edificio dovranno essere rilevati il relativo codice desumibile dalla mappa, le caratteristiche richieste e il numero di unità immobiliari (distinte in abitative e non abitative), riportando tali informazioni sull’apposito modello di rilevazione».

Quindi «effettuare la rilevazione dei numeri civici, controllandone la presenza nel modello precompilato dall’ISTAT, correggendo eventuali errori e integrando, quando necessario, il modello precompilato con indirizzi non presenti. Per ciascun numero civico il rilevatore registrerà il corrispondente codice di edificio, individuando sulla mappa cartografica della sezione fornita dall’ISTAT l’edificio cui appartiene il numero civico e il codice corrispondente.»

Da ultimo «effettuare le verifiche di congruenza delle informazioni raccolte ed eventuali integrazioni con le notizie presenti in altre banche dati dell’Amministrazione Comunale».

Tutto questo mentre l’Agenzia del territorio è impegnata da tempo nella rilevazione aerea (uno strumento ultramoderno) degli immobili per scovare quelli fantasma cioè sconosciuti al Catasto perché mai denunciati.

I giovani (o supposti tali, visto il precariato imperante) reclutati alla bisogna, non si potranno limitare a rilevazioni sommarie.

Il loro onorario (lordo) sarà infatti «commisurato al numero ed al tipo dei questionari censuari riconosciuti regolari, secondo i parametri previsti dalla normativa sul Censimento».

fonte: quotidianocasa.it

giovedì 16 settembre 2010

Quanti abitanti ci sono a Catanzaro?

A Catanzaro ci sono 93.253 abitanti al (31-03-2010)
Catanzaro è il capoluogo della regione Calabria.

I comuni contigui sono: Borgia, Caraffa di Catanzaro, Gimigliano, Pentone, San Floro, Sellia, Settingiano, Simeri Crichi, Tiriolo

Quanti abitanti ci sono a cesena?

Il comune di Cesena ha una superficie di 249,47 km² sul cui vivono 96.748 abitanti al (31-07-2010).

I comuni contigui sono: Bertinoro, Cervia (RA), Cesenatico, Civitella di Romagna, Gambettola, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Ravenna (RA), Roncofreddo, Sarsina.

lunedì 13 settembre 2010

Quanti abitanti ci sono a cosenza



Il comune di Cosenza occupa una superficie di 37,24 km². Con i suoi 69.796 abitanti sl 31/03/2010 ha una densità di 1.874,22 abitanti per km².

Le principali frazioni di cosenza sono: Borgo Partenope, Donnici, Sant'Ippolito.

La popolazione inoltre è sparsa nei comuni contigui a Cosenza, che formano l'area metropolitana della città bruzia. I comuni contigui sono: Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta, Zumpano.

Dagli anni 80, in cui la città aveva superato il tetto di 100000 abitanti, la citta ha perso 40000 abitanti andando a formare un'area urbana integrata di circa 260.000 abitanti.

giovedì 9 settembre 2010

Quanti utenti ci sono su Facebook?



Secondo i dati forniti dal sito stesso, nel 2010 il numero degli utenti attivi ha raggiunto e superato quota 500 milioni in tutto il mondo.

Il sito nel 2009 è divenuto profittevole segnando il primo bilancio in attivo

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fonte: wikipedia

mercoledì 8 settembre 2010

Quanti abitanti ci sono in australia ?



La popolazione in Australia, nel 2008 era pari a 21.472.841 abitanti, corrispondente al 53º stato piu popoloso del mondo, con una densità di 2,79 abitanti per km².


L'Australia è formata dal Mainland,  dalla Tasmania e altre isole minori dette Terre remote, quali le Isole Cocos e Keeling, l'isola Christmas (o isola del Natale), l'isola Norfolk, l'isola di Lord Howe, l'isola Macquarie (ritenuta parte della Tasmania) e l'isola Heard. Canberra reclama anche il Territorio antartico australiano con le sue basi.

fonte: wikipedia

lunedì 6 settembre 2010

Quanti abitanti ci sono in Sardegna?

La Sardegna è una regione Italiana. Con i suoi 24.090 km² è la seconda isola più estesa del Mar Mediterraneo.
Il numero di abitanti aggiornato a marzo 2010 è di 1.672.607, con una densità di 69,43 abitanti  per km².

In Sardegna ci sono 7 Province con 377 comuni.


Le province sono:
Cagliari
Carbonia-Iglesias
Medio Campidano
Nuoro
Ogliastra
Olbia-Tempio
Oristano
Sassari