giovedì 27 maggio 2010

Manovra del governo - Stanziati fondi censimento

Il governo ha stanziato i fondo necessari allo svolgimento del prossimo censimento che si terrà nel 2011 nella nostra penisola. Sono stati stanziati 622 milioni di euro in 3 anni.

Lo dice l'articolo 33 del decreto legge in attesa di essere promulgato dal governo, come si attinge da varie fonti internet. 

L'articolo 50 del decreto dice che "è indetto il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, di cui al Regolamento (Ce) 9 luglio 2008, n. 763/08 del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché il 9° censimento generale dell'industria e dei servizi ed il censimento delle istituzioni nonprofit. A tal fine è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l'anno 2011, di 277 milioniper l'anno 2012 e di 150 milioni per l'anno 2013".

mercoledì 26 maggio 2010

Abolizione delle province con meno di 220mila residenti

La manovra  presentata oggi dal governo vuole eliminare le province con meno di 220mila abitanti. Ma (purtroppo) non tutti sono d' accordo sui numeri degli abitanti residenti, e quindi sui nomi delle province interessate dal provvedimento del governo. Istat e censimento hanno infatti numeri discordanti sui residenti.
Secondo i dati forniti dall'Istituto di statistica a sparire sarebbero nove in tutto: Biella (187 mila abitanti), Massa Carrara (203 mila abitanti), Ascoli Piceno (212 mila), Fermo (176 mila), Rieti (159 mila), Isernia (88 mila), Matera (203 mila), Crotone (173 mila) e Vibo Valentia (167 mila).


E' da tener conto che saranno salvate a prescindere le province di confine e quelle delle regioni autonome.
I dati sulla popolazione non sono precisi.

Inoltre non si sa perchè sia stata usata la cifra di 220mila e non la cifra di 250mila abitanti. Alcuni sospettano che ci siano provincie con una popolazione compresa tra 220mila e 250mila abitanti (quali Prato, Campobasso, Trieste e Rovigo) che abbiano presidenti di provincia appartenenti al centro destra.
Gli unici che potrebbero gioire di questa abolizione sono i giovani studenti italiani, che avrebbero nove province in meno da imparare. 


How many people there are in Italy

So, let's ansher this question:
In italy there are more 60 million people.
This data came from last census of november 30, 2009. In this data there were in italy 60 325 805 people.

This is our first post in english.. I think there will be other posts about other states of europe, america, africa, austalia and asia.

martedì 25 maggio 2010

Quanti abitanti ci sono a milano?

La risposta  non è del tutto semplice, infatti considerando solo l'area del comune di Milano si contano circa 1.300.000 abitanti (fine 2009).

Considerando l'Area Metropolitana di Milano si possono contare fino a 7.000.000 di persone residenti. In ITALIA occupa il primo posto nell'elenco delle principali aree metropolitane.

Il massimo numero di abitanti si contava nella prima metà degli anni '70 del secolo scorso, con circa 1.700.000 abitanti. Successivamente alcune persone si sono trasferite nei comuni limitrofi, dove il costo delle case (e della vita) è minore.

A Milano è alto il numero di persone straniere residente, infatti supera le 180.000 unità.
Alcune zone della città, particolarmente nelle periferie (Loreto, San Siro, Isola, Lorenteggio, Lambrate, Niguarda, Baggio, Corvetto), sono a forte presenza di stranieri. Particolare il caso della comunità cinese, insediata da decenni nell'area fra le vie Canonica e Paolo Sarpi, colloquialmente nota come "Chinatown".

I comuni con cui confina Milano sono: Assago, Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Buccinasco, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Corsico, Cormano, Cusago, Novate Milanese, Opera, Pero, Peschiera Borromeo, Rho, Rozzano, San Donato Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Vimodrone.

Il cancro in italia - 700 casi al giorno

In Italia ci sono 700 casi al giorno di ammalati di cancro.
L'indagine  “Vivere con il cancro”, condotta a febbraio del 2009 ha rilevato oltre 270 mila casi di tumore  ogni anno in Italia, quindi (purtroppo) più di 700 al giorno. Secondo le stime, nel 2010 saranno circa 1,9 milioni gli italiani che avranno avuto una neoplasia contro i 1,7 milioni del febbraio 2009. Una realtà sempre più diffusa, che coinvolge circa una famiglia italiana su 20.

Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, appuntamento promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dall’Unione Internazionale contro il Cancro (Uicc).

I tumori più frequenti in italia sono quello al colon-retto, con 48mila nuovi casi all’anno, alla mammella (primo tra le donne con 40mila nuove diagnosi) e il tumore al polmone con 32mila casi, la neoplasia più diffusa tra gli uomini ultraquarantenni e tra quelle a più elevata mortalità.
Prevenzione:
Grazie a screening, diagnosi precoci e innovazioni terapeutiche, la lotta contro il tumore sta registrando molti successi, anche nei pazienti negli stadi più avanzati. “Per molti tipi di tumore abbiamo oggi farmaci efficaci e meno tossici. I farmaci anti-angiogenetici, e quelli biologici in generale, hanno cambiato molti paradigmi di trattamento” ha spiegato Alberto Sobrero, responsabile della divisione di Oncologia medica dell’ospedale San Martino di Genova. In Liguria per esempio si registrano 20 nuovi casi al giorno, mentre in Piemonte si calcolano oltre 22mila nuovi casi di tumore ogni anno, 60 ogni giorno.

fonte: www.fondazioneitaliani.it

lunedì 24 maggio 2010

Quanti abitanti ci sono a napoli ?

La domanda di oggi: Qual'e' il numero di abitanti della città di Napoli, capoluogo di regione della Campania?
Napoli, è la terza città italiana per popolazione, solo dopo la capitale Roma e Milano.

La città di Napoli conta 961.313 persone.

Per maggiori informazioni ti consiglio di leggere un libro su Napoli. inoltre se intendi visitare la splendida città di Napoli, ti consiglio di leggere 101 cose da fare a Napoli almeno una volta nella vita.

Mentre Napoli e l'interland conta tra i 3 e 5 milioni di persone. Quest'ultimi dati dipendono dall'area a cui si fa riferimento.
I dati si riferiscono all'ultimo censimento del 2001.

I comuni che confinano con il territorio di napoli sono i seguenti: Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a Cremano, Volla, San Sebastiano al Vesuvio; i quali sono considerati far parte dell'area metropolitana di Napoli.

mercoledì 19 maggio 2010

Istat: Giovannini, niente fondi per censimento 2011, terribile non farlo

A meno di 18 mesi non c'e' neanche la legge che lo indice (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 18 mag - "Sarebbe terribile non fare il 15esimo censimento nazionale nel 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia". E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un incontro svolto nell'ambito del Forum Pa. "Ogni tanto - ha aggiunto - colgo l'occasione per ricordare che siamo a meno di 18 mesi dal lancio del censimento e non abbiamo i fondi ne' la legge che lo indice".

fonte: ilsole24ore

martedì 18 maggio 2010

Quanti abitanti ci sono a Roma 2015

Quanti abitanti ci sono nella capitale dell'Italia?
Quante persone vivono a Roma?

Purtroppo non è semplice rispondere a questa domanda, cmq i dati dell'ultimo censimento parlavano di una popolazione vicina ai 2 milioni e 500 mila persone.

Oggi, nel 2010 potrebbero essere benissimo 2,8 - 3 milioni di persone, tenendo conto di circa 160.000 - 200.000 immigrati regolari ed irregolari, gli studenti e i lavoratori fuorisede, e i pendolari.

Quindi, ogni giorno roma conta piu di 3 milioni di persone, che per motivi diversi passano la loro giornata nella capitale.
I dati sono puramente indicativi.

Ti consiglio di leggere un libro su Roma, in modo da avere una idea chiara e definitiva sulla magnifica capitale. Inoltre ti consiglio di leggere 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita se ha intenzione di visitare la capitale

GB: proposta di censire l’heavy metal come credo religioso

Nel Regno Unito i censimenti registrano anche l’appartenenza religiosa. Molti cittadini non credenti non prendono sul serio la domanda, tanto che, all’ultima tornata, alcune centinaia di migliaia di britannici dichiararono di seguire la “forza” della religione Jedi. In vista del prossimo censimento, previsto per il 2011, la rivista Metal Hammer ha proposto ai suoi lettori di dichiarare di credere nell’heavy metal. La proposta sta raccogliendo decine di migliaia di adesioni su Facebook.

Nuove regole per il censimento indiano: il ritorno al sistema delle caste

Una riforma controversa che potrebbe alimentare odio e scontri tra le caste

La camera bassa del parlamento indiano, il Lok Sabha, ha votato giovedì scorso l'introduzione del sistema delle caste induiste nel censimento decennale della popolazione, in corso dall'inizio di aprile. Il censimento, un'opera faraonica, si propone di rilevare informazioni demografiche su circa un miliardo e duecento milioni di persone. Fino al marzo 2011, due milioni e mezzo di ufficiali governativi, saranno impiegati in visite porta a porta nei trentacinque Stati della repubblica federale indiana. Distribuiranno un questionario, redatto nelle diciotto lingue che sono parlate nel Paese.

La decisione del Lok Sabha segna una svolta storica. Era dal 1931, durante il dominio coloniale britannico, che non si faceva riferimento alle caste nei censimenti. Da più di un anno, i politici indiani discutono su questo tema delicato. Molti osservatori, infatti, temono che tornare al sistema induista possa generare episodi di violenza e odio tra comunità. L'accordo, però, è stato raggiunto con l'obiettivo di fotografare realisticamente l'incredibile varietà demografica indiana. Per il ministro della Giustizia Veerappa Moily, le caste sono radicate nella cultura e nell'organizzazione sociale indiana: "sono in vigore da sempre, anche senza essere ufficialmente incluse nel censimento." E' inutile, secondo Moily, non tenere conto di questa realtà dei fatti.

Il nuovo censimento potrebbe rappresentare un passo avanti verso la riduzione dell'endemica povertà delle caste più basse. Gopinath Munde, capo del partito d'opposizione Bharatiya Janta Party (BJP), ha dichiarato che: "stimare con certezza la quantità di persone che appartengono alle classi più povere porterà giustizia sociale perché gli aiuti economici pubblici - come la tessera alimentare e posti riservati nelle aziende - sono devoluti ai meno abbienti."

Ufficialmente, le caste sono state abolite dalla Costituzione del 1950, ma la popolazione indiana è ancora divisa tra le quattro principali caste del sistema induista - kshatriya (il re e i guerrieri), brahmani (i sacerdoti), vaishya (gli agricoltori e i mercanti) e shudra (i servi). In aggiunta, vi sono oltre duemila sotto-caste e i dalit o intoccabili (anche definiti ‘fuori casta') che sono circa 16 milioni di persone, secondo l'ultimo censimento del 2001. I dalits si trovano al livello più basso della scala sociale. Sono dediti a mansioni considerate 'impure', ai lavori meno retribuiti e più pericolosi.

Con la riforma votata dal parlamento, verrà fatto un riferimento alle caste già note, ma anche a quelle non classificate, in inglese 'other backward castes' (OBC). Nel censimento del 1931, parte della popolazione aveva mentito sulla propria casta, nel tentativo di guadagnare prestigio sociale. Ora, potremmo assistere al contrario: molti cittadini potrebbero dichiarare di appartenere ai dalits e alle 'other backward castes' per ottenere aiuti statali. "Bisogna tener presente", ha ricordato Sharad Yadav del Janata Del Party, "che l'80 percento della popolazione indiana è indigente e accede soltanto al 20 percento delle occupazioni." Yadav denuncia la scarsità di membri delle 'other backward castes' persino nelle istituzioni governative, come l'ufficio presidenziale, i ministeri e il parlamento. La grande speranza politica, legata alla riforma del censimento, è che avere una scehmatizzazione chiara delle caste porti a una riduzione dell'endemica violenza tra comunità e permetta agli analisti di individuare i gruppi di popolazione, bisognosi di aiuto economico.

fonte: Raffaella Ruffo http://it.peacereporter.net/articolo/21903/Il+ritorno+al+sistema+delle+caste

Bosnia: UE preme per legge su censimento popolazione

La Commissione europea chiede alla Bosnia di adottare una legge sul censimento della popolazione prima della pausa parlamentare estiva, altrimenti l'organizzazione di un censimento nel 2011 sara' una ''missione impossibile''. L'invito pressante e' contenuto in una lettera inviata al primo ministro bosniaco Nikola Spiric, pubblicata dal quotidiano 'Oslobodjenje', a firma dei commissari europei per l'Allargamento e per gli Affari economici, Stefan Fuele e Olli Rehn.

L'invio della lettera e' stato confermato dal capo della Delegazione della Commissione Ue in Bosnia, Dimitris Kourkoulas. Senza il censimento, ha detto Kourkoulas, sara' difficile per la Commissione europea continuare adeguatamente il processo di avvicinamento della Bosnia all'Ue. I dirigenti bosniaci - serbi, croati e musulmani - hanno difficolta' a trovare un accordo sulle modalita' del censimento: i serbi insistono che tra le domande vi debba essere anche quella sull'appartenenza etnica, religiosa e linguistica, mentre i musulmani si oppongono.

La Bosnia delineata dagli accordi di Dayton, che nel 1995 posero fine a tre anni di guerra, e' divisa in due entita', la Federazione Bh (a maggioranza croato-musulmana) e la Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba). Il premier della Rs, Milorad Dodik, ha annunciato che la Rs effettuera' il censimento nel 2011.

Non si tratta di un problema risolvibile a livello di singola entita' o su scala regionale, ha detto Kourkoulas aggiungendo che alla  Commissione europea non serve a nulla un censimento parziale. L'ultimo censimento in Bosnia e' stato fatto nel 1991, un anno prima della guerra (1992-95). Dei poco meno di 4,4 milioni di abitanti, il 43,47% si erano dichiarati musulmani, il 31,21% serbi e 17,38 % croati.

fonte: Redazione europuglia: redazione@europuglia.it